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Oman: incontri strategici a Suhar e Mascate e nuove prospettive per le imprese italiane

Milano, 18/02/26

Quella di inizio febbraio è stata una settimana intensa di incontri istituzionali e imprenditoriali in Oman per il Presidente della JIACC, Pietro Paolo Rampino. Dalla visita all’Ambasciatore d’Italia a Muscat, S.E. Amb. Pierluigi D’Elia, fino alla partecipazione al Suhar Investment Forum insieme a una delegazione selezionata di aziende italiane, la missione ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e consolidamento delle relazioni bilaterali.

Nel corso degli incontri si è discusso anche del V Arab Italian Business Forum, in programma il 31 marzo a Milano, che vedrà l’Oman tra i Paesi Ospiti. Il confronto con S.E. Eng. Said Al Abri, Chairman dell’OCCI Branch North Al Batinah e Presidente del Comitato Organizzatore del Forum, con Shk Faysal Bin Abdullah El-Rawass, Chairman della Oman Chamber of Commerce and Industry, con S.E. Qais Mohammed Al Yousef, Ministro del Commercio, Industria e Promozione degli Investimenti del Sultanato, e con S.E. Dr. Khaled Hanafy, Segretario Generale della Union of Arab Chambers, ha confermato la volontà comune di rafforzare ulteriormente la cooperazione economica tra i due Paesi.

Il contesto macroeconomico omanita offre oggi prospettive di particolare interesse. Il Programma di Sviluppo Oman Vision 2040 prevede investimenti complessivi per circa 50 miliardi di dollari entro il 2040, con una strategia chiara di diversificazione economica. Nei primi nove mesi del 2025, le attività non-oil hanno contribuito per oltre il 73% al PIL, segnale concreto dell’efficacia del percorso intrapreso. Parallelamente, l’export italiano verso l’Oman ha registrato una crescita dell’8,4% nei primi dieci mesi del 2025, raggiungendo i 375 milioni di euro, trainato in particolare dai macchinari, in aumento del 9,2%. L’Italia è percepita come partner affidabile, capace di costruire relazioni basate su qualità, rispetto reciproco e visione di lungo periodo.

Le opportunità per le imprese italiane sono molteplici. Il turismo, pilastro di Oman 2040 e già oggi pari al 3% del PIL, sta generando investimenti significativi in hotellerie, contract e arredamento; al contempo, cresce la domanda di macchinari ad alta efficienza energetica, impianti e componentistica avanzata, veicoli speciali e lavorazioni in ghisa, ferro e acciaio. In ambito sostenibilità, la Oman Sustainability Week si conferma come la principale piattaforma fieristica del Paese su energie rinnovabili, efficienza energetica e agricoltura sostenibile; per la prima volta, l’ICE parteciperà con un padiglione italiano, rafforzando la presenza del Sistema Italia.

A ciò si aggiungono i grandi progetti urbani e infrastrutturali che stanno ridisegnando il volto del Sultanato: dallo sviluppo MAD – DarGlobal, al progetto Al Khuwair Downtown (Muscat Square), che introdurrà per la prima volta grattacieli autorizzati nel Paese, fino alla futura metropolitana di Mascate già in fase di progettazione; dal progetto residenziale Al Jabal Al Aali a Jabal Akhdar, fino a Sultan Haitham City, pensata come la Mascate del futuro. Tali iniziative potranno attrarre un numero crescente di expat ad alta capacità di spesa, con effetti positivi anche sui consumi high-end nei settori food, fashion, furniture e jewellery.

La missione in Oman ha dunque confermato un quadro dinamico e in evoluzione, in cui l’Italia può giocare un ruolo strategico. Il prossimo Arab Italian Business Forum rappresenterà un’ulteriore tappa di questo percorso, offrendo alle imprese italiane una piattaforma concreta per intercettare le opportunità di uno dei mercati più promettenti della regione.

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