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Egitto-Italia: San Donato formerà medici egiziani

Accordo JIACC

Firmato un accordo con il Policlinico San Donato, in provincia di Milano, il primo ospedale italiano nella cura dei bambini cardiopatici, per la cooperazione nel campo della formazione dei medici del futuro ospedale Al Nas del Cairo.

(Fonte: ANSA Med) Sei sale operatorie cardiologiche e quasi 600 posti letto, tutti in stanze singole compresi i 17 della terapia intensiva postoperatoria. E cure gratuite per i bambini di famiglie povere. Sono queste le caratteristiche d’eccellenza del nuovo ospedale cardiologico pediatrico Al Nas del Cairo, il più grande del Medio Oriente, che aprirà entro la fine dell’anno con il sostegno fondamentale di medici italiani. Nella capitale egiziana è infatti stato firmato un accordo con il Policlinico San Donato, in provincia di Milano, il primo ospedale italiano nella cura dei bambini cardiopatici, per la cooperazione nel campo della formazione medica e della ricerca. La formazione è già in corso da tempo sotto la supervisione del prof. Alessandro Frigiola, direttore dell’area chirurgica Cuore-Bambino al San Donato, e del prof.Alessandro Giamberti, responsabile dell’unità di cardiochirurgia pediatrica nello stesso nosocomio. Frigiola, che nel corso di decenni ha lavorato in almeno 12 Paesi in Medio Oriente, Africa e Asia, ha sottolineato il livello dell’esperienza che il San Donato potrà offrire al nuovo ospedale egiziano: “Ogni anno – ha precisato – eseguiamo 1.100 trattamenti, di cui 500 chirurgici a cuore aperto”. Ma a queste cifre potrebbe avvicinarsi anche l’ospedale Al Nas una volta entrato a regime, con la sua equipe di giovani medici e infermieri che hanno passato una dura selezione. Particolarmente importante è il fatto che saranno offerte cure gratuite alle famiglie povere, in un Paese dove ogni anno nascono 20.000 bambini con problemi cardiaci. L’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini, che ha partecipato alla cerimonia della firma, ha aggiunto che l’ospedale Al Nas “ha le potenzialità per diventare un hub regionale” nella cura dei bambini cardiopatici, ricevendo pazienti e formando medici di altri Paesi africani. Una vocazione in linea, ha aggiunto il diplomatico, con “il ruolo che l’Egitto ha riscoperto in Africa negli ultimi anni”.

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