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Italia-Kuwait: a Venezia il progetto “In my dream I was in Kuwait”

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Al via la mostra “In my dream I was in Kuwait”: sei giovani artisti per modernizzare l’immagine del Paese del Golfo.

(Fonte: Corriere Della Sera) Il sogno è ambizioso e fa parte di una visione pianificata dall’emiro Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah nel Piano di sviluppo nazionale del Kuwait che guarda al 2035. Nel programma reale sono compresi sette pilastri per trasformare il Kuwait in un importante centro finanziario della regione Mediorientale dal punto di vista commerciale, culturale e istituzionale. Il primo passo dal punto di vista culturale è stato mosso a Venezia il 15 giugno scorso con la mostra «In my dream I was in Kuwait». E’ stata organizzata dal più importante centro culturale del paese arabo e uno dei più grandi del mondo, il Sheikh Abdullah Al Salem Cultural Centre. L’intento è quello di incoraggiare lo scambio di conoscenza e promuovere il pensiero critico, creativo e interpretativo all’interno della società kuwaitiana attraverso mostre di rilevanza mondiale e programmi educativi pubblici. In laguna sono sbarcati sei giovani artisti che hanno partecipato al programma di residenza artistica del centro culturale voluto dall’emiro anche con l’obiettivo di superare l’immagine di un paese legata alla guerra del Golfo del 1990-1991 e a un’economia quasi del tutto petrolifera. Il Kuwait nei prossimi anni punterà sull’arte moderna (di cui è già avanguardia con le sue ventidue gallerie di fama mondiale e gli oltre tremila oggetti esposti) come mezzo per stringere collaborazioni con i più importanti poli culturali del mondo. Obbiettivo principale è quello di cercare di riconvertire un’economia largamente basata sul petrolio a nuove attività fondate sul sapere e la tecnologia, come sostengono i curatori della mostra Luca Berta e Francesca Giubilei di VeniceArtFactory.
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