« Back to News

Italia-Algeria: inaugurazione di una targa per Alì Piccinin

Altre News JIACC

“Il Mediterraneo non ha Paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole” scriveva Alì Piccinin, il bimbo di Mirteto divenuto pascià di Algeri. E’ grazie alla sua storia, riportata alla luce dal romanzo di Riccardo Nicolai, che le culture e i rapporti tra Italia ed Algeria si sono rafforzati.

(Fonte: Il Tirreno) Alì, o meglio Aldino, alla fine del 1500 fu rapito dai corsari barbareschi e comprato dal rais al mercato degli schiavi col nome arabo di Alì Piccinin; diventò lui stesso corsaro, rais, ammiraglio e pascià. Sposò la principessa Lallahoum Belkadì, figlia del sultano della Cabilia, colei che era considerata la donna più bella del mondo, a cui come regalo di nozze fece costruire una moschea nella bassa Casbah con il marmo delle Alpi Apuane. Una storia vera di cui entrambi i paesi vanno fieri e a cui è stato dato molto risalto. L’Ambasciatore d’Algeria in Italia S.E. Abdelhamid Senouci Bereski, ieri a Massa in occasione dell’inaugurazione della targa memoria di Alì proprio a Mirteto ha detto: “Qui nacque Alì Piccinin grande ammiraglio e pascià che si adoperò per restituire la libertà ai suoi concittadini, schiavi del sultano ottomano di Algeri 1569-1645” e in lingua araba “Alì Piccinin vive per sempre”.

Per leggere l’intero articolo

® JIAC 2017 – C.F. 97866940584 - Credits